Percorso n. 2

Il vino è territorio

Regioni d'Italia

Scegliere da dove partire è sempre difficile, perché ogni regione ha una sua tradizione - più o meno antica - di vino e di vigneti. Se vogliamo “cadere” sul sicuro possiamo approfondire quelle regioni che rientrano nell'immaginario collettivo dell'Italia enologica e che hanno saputo ritagliarsi un ruolo importante sul piano internazionale: il Piemonte, la Toscana e il Veneto.

Ma mentiremmo se dicessimo che sono le sole a meritare una visita, perché tutte le altre non sono da meno sia in termini di produzione che di qualità. Le eterogenee caratteristiche di questo paese - ambientali e anche umane - consentono infatti una scelta di vini che probabilmente non ha eguali in altre parti del mondo.

Regioni a confronto

Non so voi, ma a me le statistiche hanno sempre affascinato. Apparentemente possono sembrare numeri freddi (e forse anche “cattivi”), ma son certo che nascondono una storia che merita attenzione, anche quando possono sembrare sfavorevoli.

Facciamoci ispirare - non influenzare - da questi dati e non limitiamoci a trattarli come una classifica, cercando di trovare per forza un vincitore e un perdente. Ogni regione - ed in Italia ce ne sono 20 - ha caratteristiche particolari e ineguagliabili;

20 situazioni diverse, dall'orografia al clima, dalla storia alle tradizioni, dall'uomo alla politica, che ci raccontano il “Bel Paese”. Iniziamo il nostro viaggio.

Paesaggi vinosi

I paesaggi vinosi sono un territorio, un'immagine, un punto di partenza; sono un viaggio con i piedi nella terra, tra i filari delle colline o i pendii votati alla viticoltura; sono un filo invisibile che accomuna persone, paesi e tradizioni.

Statistiche regionali

I vitigni più coltivati

Basta dare una rapida occhiata a queste classifiche e tutto appare chiaro: in Italia ogni regione rappresenta un mondo a sé, con un proprio viticolo e di tradizioni. Scopriamo allora quali sono i vitigni più coltivati.

Produzione di vino

Questi wineshot, utili per capire l'orientamento produttivo e le specificità presenti in ogni regione, evidenziano un quadro molto variegato ed interessante. Analizzando la suddivisione percentuale tra DOP - IGP - Vino generico, è sempre bene ricordare che essa non determina la qualità del vino prodotto in una determinata regione, ma solo la sua aderenza a precisi disciplinari di produzione.

Questi ultimi infatti permettono di caratterizzare il vino secondo le particolarità - umane e ambientali - presenti nel territorio ove è prodotto, non certo di definirlo più o meno buono. Nei grafici troveremo quindi i vini con Denominazione di Origine Protetta DOP (DOCG e DOC secondo la normativa italiana), i vini con Indicazione Geografica Protetta IGP (IGT) e i vini generici.

Superficie vitata

In Italia tutte le regioni possono considerarsi vocate alla viticoltura, anche la piccola e montuosa Valle d'Aosta. La coltivazione dell'uva è però disomogenea, variando a seconda dell'orografia, del clima e della vocazione produttiva del luogo.

Vi sono regioni - come la Puglia - ove i vigneti sono pressoché presenti in ogni provincia, mentre vi sono altre regioni dove la loro coltivazione, anche in grande quantità, è concentrata in poche aree specifiche - come la Lombardia.

Rosso vs bianco

Rosso e bianco sono probabilmente le parole più utilizzate quando si parla di vino. Questi wineshot ci guidano attraverso la vocazione enologica di ogni regione e su come questa si riflette su queste due categorie.

Queste statistiche includono il vino rosato nella categoria del vino rosso. Se si tratta di spumanti, spesso percepiti come esclusivamente bianchi, la distinzione è analoga: rossi e rosati nella categoria vino rosso, bianchi nella categoria vino bianco.

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Happy wine!